La Madonna dei dispersi

L’idea della Madonna dei Dispersi è nata dalla immagine stessa perché fu ritrovata dinanzi alla porta di un convento e per alcuni anni è stata trasportata da un convento all’altro, seguendo i movimenti e trasferimenti del P. Giuseppe M. Galassi. Dal 1997 è rimasta custodita nella camera del suddetto Padre. Finalmente è stato deciso di esporla al pubblico e intitolarla a tutti i dispersi, in modo particolare a quelli della campagna di Russia. Presso il suo altare ci sono due simboli ritrovati presso il fiume Don: una gavetta, e una ampolla di terra.

Interessante e problematica è l’immagine della Vergine su tavola, posta nella Cripta della chiesa dei SS. Sette Fondatori. Ritrovata da P. Giuseppe Galassi, si apre a molteplici interpretazioni. Premetto che il mio esame non è da antiquario, nè da persona usa a fare expertise, ma da storica dell’arte a vasto raggio; pertanto le mie affermazioni sono suggerite da una lunga frequentazione con le immagini della Vergine e non da un esperto di settore. Tale premessa era doverosa così che chi legge sappia chiaramente che si trova di fronte non ad affermazioni decisive ma ad ipotesi aperte. Intanto l’opera è un dipinto su tavola a tempera all’uovo. La cornice appare coeva e la sua forma fa presagire la presenza di elementi abbinati, forse parte di un dittico o polittico. Sembrerebbe databile tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. A quest’epoca conducono la tecnica, l’iconografia e l’uso ancora presente dell’oro per il nimbo e per la decorazione del manto. La Vergine è seduta su un trono che però non è visibile e poggia i piedi, secondo una ico- nografia che risale all’arte bizantina, su di un cuscino, segno di di- stinzione e di riguardo. Il fondo è trattato come fosse un tessuto di pregio ad elementi decorativi quadrilobati nei colori rosso, verde, ocra chiaro,ocra scuro e oro. I n t e r e s s a n t e è l’abbigliamento della Vergine che indossa un abito monacale, come indicano il soggolo bianco ed il manto scuro a tinta unita. Sembra essere l’abito di una Domenicana. Sul manto spiccano tre stelle, disposte una sulla spalla e due all’altezza delle ginocchia. Le tre stelle alludono alla verginità di Maria prima, durante e dopo il parto. Solitamente la loro posizione è su entrambe le spalle e sulla fronte, qui la loro collocazione è forse suggerita da motivi di oppor- tunità essendo lo spazio sulla fronte esiguo. L’atteggiamento delle mani, incrociate sul petto, è tipico dell’adorazione e si riscontra spesso nella figura della Vergine che adora il Figlio infante o nella composizione della incoronazione da parte del Figlio adulto. Il capo della Vergine è reclinato verso il basso e tutto l’atteggiamento del corpo è verso destra, per chi osserva. Ciò tenderebbe ad escludere trattarsi di una Annunciazione in quanto solitamente in tale scena Maria, essendo il soggetto più importante, è sulla destra mentre l’Angelo è a sinistra. La collocazione della Vergine anche sul lato sinistro si ritrova solo a partire dal XVI secolo. Concludendo, è suggestiva l’ipotesi che si tratti della parte sinistra di un dittico, commissionato in ambito Domenicano, con l’Incoronazione di Maria, che contempli, nella parte destra, la figura del Figlio, seduto in trono e coi piedi su un cuscino nell’atto di porre una corona sul capo della Madre.

Stefania SEVERI