Inno a S M il Re Carlo Alberto (1848)

 

Inno di guerra per gli Italiani.

Eseguito in Cremona il 2 aprile 1848 in occasione

Dell’entrata delle truppe Piemontesi

Guidate da S.M. il re Carlo Alberto.

Parole di Ferragni

Fratelli, accorrete: già squilla la tromba,

d’Italia risorta, spiegato è il vessillo,

il grido dei liberi che ovunque rimbomba

infonde ai tiranni spavento nel cor.

Siam figli di Bruto, de’ Gracchi siam figli,

arditi com’essi sfidiamo i perigli.

Se Patria il comanda è santo il morire,

felice chi muore sul campo d’onor?

Che resta allo schiavo?

Vederci a fuggire?

D’Italia è retaggio,

coraggio e valor.

O Diva, dei liberi, dei forti sospiro,

te sola invochiamo, propizia ci arridi,

per l’Italo oppresso, soave è al tuo spiro,

siccome di tenera donzella l’amor.

Qual branco d’agnelle, pasciute d’oltraggio,

d’Italia le genti fur curve al servaggio

ma il termine è giunto, del lungo soffrire,

cacciamo, struggiamo, l’odiato opperssor.

Che resta allo schiavo?

Vederci a fuggire?

D’Italia è retaggio,

coraggio e valor.

Emblema santissimo di pace foriera,

un solo stendardo preceda le schiere,

si faccian le gare, dovere primiero

è d’ogni Italiano di Patria l’onor.

Che resta allo schiavo?

Vederci a fuggire?

D’Italia è retaggio,

coraggio e valor.